Convegno Age-It 2024: confronto tra esperti internazionali sulle sfide e opportunità dell'invecchiamento
12 Giugno 2024
Nei giorni 20, 21 e 22 Maggio si è tenuto a Venezia, presso l’Università Ca’ Foscari, Campus Economico “San Giobbe”, il primo General meeting dedicato al progetto Age-It, Ageing Well in an Ageing Society: una nuova alleanza per progettare soluzioni socio-economiche, biomediche e tecnologiche per un'Italia inclusiva verso tutte le generazioni.
Il progetto Age-It si propone di trasformare l’Italia in un polo scientifico internazionale per la ricerca sull’invecchiamento, ovvero creare una rete di strutture ed esperti che possano costituire un “laboratorio empirico” permanente – che duri ben oltre l’orizzonte temporale del PNRR – e rappresentare lo standard di riferimento in campo socio-economico, biomedico e tecnologico per costruire una società inclusiva per tutte le età.
Age-It unisce competenze interdisciplinari che coprono, tra le altre, discipline quali demografia, geriatria e gerontologia, neurologia, cardiologia, immunologia, data science, scienze dell'educazione, epidemiologia, biologia, genetica, ingegneria, sociologia, diritto, scienze politiche, e economia, coinvolgendo università, centri di ricerca, aziende private, istituzioni pubbliche e la società civile. In totale, oltre 350 sono gli esperti coinvolti nelle diverse aree scientifiche.
L’Università di Firenze ha l’onore e l’onere di coordinare l’intero progetto come capofila: la magnifica Rettrice Alessandra Petrucci è il Presidente dell’hub nazionale, il professor Daniele Vignoli, ordinario di Demografia presso l’ateneo fiorentino, ne è il coordinatore scientifico.
Nel primo meeting veneziano ogni sessione ha posto l’accento sulle implicazioni della ricerca per la pratica e per le politiche in ambito biomedico, demografico, sociale ed economico e sull’innovazione tecnologica.
Oltre ai temi sanitari e sociali, ampio spazio è stato dedicato agli aspetti urbanistici e agli ambienti di vita, comprese le sperimentazioni di modelli di abitabilità, cohousing e social housing che contribuiscano a rimodellare l’offerta socio-assistenziale verso approcci che riducano l’istituzionalizzazione.
In materia economica, grande attenzione è stata dedicata all’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse, attraverso partenariati pubblico-privati e soluzioni assicurative, peraltro non privi di rischi di riduzione dei servizi e di possibile creazione di più velocità nell’accesso a cure e assistenza.
E’ anche emersa la mancanza di una normativa chiara che possa definire in maniera univoca cosa sia e quali siano i criteri che definiscano la cosiddetta “nuova residenzialità”: in particolare, l’uso spesso improprio del termine cohousing, con cui si includono forme di abitabilità non realmente condivisa, ne è una delle prove più evidenti.
L’incontro ha rappresentato una formidabile occasione di incubazione di idee e soluzioni che nel prossimo futuro possano davvero costituire una solida base per affrontare l’ageing nel pieno rispetto dei principi etici della dignità umana e dell’efficacia della presa in carico efficace delle situazioni di bisogno età-correlate.
Il progetto Age-It si propone di trasformare l’Italia in un polo scientifico internazionale per la ricerca sull’invecchiamento, ovvero creare una rete di strutture ed esperti che possano costituire un “laboratorio empirico” permanente – che duri ben oltre l’orizzonte temporale del PNRR – e rappresentare lo standard di riferimento in campo socio-economico, biomedico e tecnologico per costruire una società inclusiva per tutte le età.
Age-It unisce competenze interdisciplinari che coprono, tra le altre, discipline quali demografia, geriatria e gerontologia, neurologia, cardiologia, immunologia, data science, scienze dell'educazione, epidemiologia, biologia, genetica, ingegneria, sociologia, diritto, scienze politiche, e economia, coinvolgendo università, centri di ricerca, aziende private, istituzioni pubbliche e la società civile. In totale, oltre 350 sono gli esperti coinvolti nelle diverse aree scientifiche.
L’Università di Firenze ha l’onore e l’onere di coordinare l’intero progetto come capofila: la magnifica Rettrice Alessandra Petrucci è il Presidente dell’hub nazionale, il professor Daniele Vignoli, ordinario di Demografia presso l’ateneo fiorentino, ne è il coordinatore scientifico.
Nel primo meeting veneziano ogni sessione ha posto l’accento sulle implicazioni della ricerca per la pratica e per le politiche in ambito biomedico, demografico, sociale ed economico e sull’innovazione tecnologica.
Oltre ai temi sanitari e sociali, ampio spazio è stato dedicato agli aspetti urbanistici e agli ambienti di vita, comprese le sperimentazioni di modelli di abitabilità, cohousing e social housing che contribuiscano a rimodellare l’offerta socio-assistenziale verso approcci che riducano l’istituzionalizzazione.
In materia economica, grande attenzione è stata dedicata all’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse, attraverso partenariati pubblico-privati e soluzioni assicurative, peraltro non privi di rischi di riduzione dei servizi e di possibile creazione di più velocità nell’accesso a cure e assistenza.
E’ anche emersa la mancanza di una normativa chiara che possa definire in maniera univoca cosa sia e quali siano i criteri che definiscano la cosiddetta “nuova residenzialità”: in particolare, l’uso spesso improprio del termine cohousing, con cui si includono forme di abitabilità non realmente condivisa, ne è una delle prove più evidenti.
L’incontro ha rappresentato una formidabile occasione di incubazione di idee e soluzioni che nel prossimo futuro possano davvero costituire una solida base per affrontare l’ageing nel pieno rispetto dei principi etici della dignità umana e dell’efficacia della presa in carico efficace delle situazioni di bisogno età-correlate.
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